Un’esperienza di PCTO: Diritto, Tecnologia e il Futuro dell’Intelligenza Artificiale

a cura di Giada Fasano 3ª ES1

Il 21 febbraio 2025, le studentesse e gli studenti della classe terza del Liceo Economico Sociale hanno partecipato a un evento formativo significativo, promosso dal Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi (DEMM) dell’Università degli Studi del Sannio. Il percorso, intitolato “Processo mediatico e presunzione di innocenza”, avrebbe dovuto essere condotto dal professor Mario Griffo ma, a causa di motivi di salute, è stato affidato al professor Vincenzo Verdicchio, docente del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza.
Nonostante il cambiamento dell’ultimo minuto, l’incontro si è svolto con successo, offrendo agli intervenuti un’opportunità unica di approfondire gli sbocchi professionali legati al corso di Giurisprudenza e di esplorare come il diritto si interfacci con l’avanzamento tecnologico, che ormai sta modificando in maniera significativa il panorama giuridico. L’incontro ha preso il via con una panoramica sul funzionamento dell’Università e sulle modalità di approccio agli studi accademici. Successivamente è stato presentato il tema principale: la nascita di due nuovi corsi di laurea, “Diritto ed Economia” e “Diritto e Tecnologie”, quest’ultimo sarà attivo a partire dal prossimo anno accademico. Particolare attenzione è stata dedicata proprio al connubio Diritto e Tecnologie, che forma gli studenti sull’uso corretto dell’intelligenza artificiale, una tecnologia che sta rivestendo un ruolo sempre più significativo nella nostra società. Durante l’incontro sono stati sollevati interrogativi cruciali: “Cosa accadrebbe se un giorno la tecnologia smettesse di rispettare le volontà dell’uomo e iniziasse a prendere decisioni autonome?” L’intelligenza artificiale comporta ovviamente dei rischi, tra i più importanti c’è lo sfruttamento di dati personali per vantaggi politici o economici; fenomeno molto frequente in Cina e in America. Di fatto, l’Europa è l’unico Paese ad aver creato una regolamentazione sull’intelligenza artificiale cercando di evitare l’uso errato ed eccessivo di quest’ultima. Il “Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio”, nell’ articolo 3, definisce l’IA come un sistema automatizzato in grado di agire autonomamente e di rispondere velocemente attraverso deduzioni basate sull’enorme quantità di dati a disposizione. Un esempio concreto dell’impatto dell’AI nel diritto è rappresentato dalle ‘Corti intelligenti’ cinesi, sorte nel 2015 a causa di un forte sentimento di sfiducia nei confronti del potere politico dell’epoca; lo scopo principale è quello di garantire maggiore giustizia, equalità e sicurezza. Sono, quindi, delle corti mobili che permettono a giudici ed utenti di svolgere le loro attività da remoto. Il Tribunale di Shanghai è stato il primo ad adottare il System 206-AI Assistent; un sistema avanzato che rileva incongruenza nelle prove analizza i precedenti giudiziari e convalida le condanne.
L’intelligenza artificiale rappresenta una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche del nostro tempo. Tuttavia, come ogni grande innovazione, porta con sé non solo opportunità, ma anche aspetti negativi. Da un lato, l’AI permette di analizzare quantità enormi di dati cercando di garantire decisioni migliori in ambito economico, scientifico, politico ed ambientale. Dall’altro lato, i nostri dati personali sono a rischio e gli algoritmi, se non progettati con cura, possono provocare pregiudizi e discriminazioni, amplificando disuguaglianze sociali. La vera sfida che emerge da questa discussione è come garantire che l’IA venga utilizzata per il bene comune e non per scopi dannosi? Come possiamo assicurarci che rimanga uno strumento al servizio dell’umanità e non diventi una forza incontrollabile? La risposta sta nella collaborazione. Dobbiamo investire in educazione e formazione, preparando le nuove generazioni a un futuro in cui l’AI giocherà un ruolo centrale. L’intelligenza artificiale non è solo una questione tecnologica; è una questione umana. Sta a noi decidere come utilizzarla, come governarla e come integrarla nella nostra società. Affrontare queste sfide con saggezza è essenziale per garantire che l’intelligenza artificiale diventi un alleato nella costruzione di un futuro più equo e
sostenibile per tutti. Solo con un’adeguata preparazione e con una gestione responsabile della tecnologia sarà possibile sfruttare le potenzialità dell’IA senza compromettere i diritti fondamentali e la giustizia sociale.