THE IMITATION GAME

A cura di Ernesto Iaquinto e Giusy Mazzacane – Classe 5ªS2 Liceo Scientifico

The imitation game, secondo dei quattro film della rassegna “Buio in sala!”, organizzata dalle Classi Quinte del Liceo Scientifico, è un film pubblicato nel 2014 negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e diretto dal regista Morten Tyldum. Nasce come adattamento cinematografico della biografia “Alan Turing: The Enigma”, scritta dal matematico Andrew Hodges, ed è candidato a otto premi Oscar, trionfando, nel 2015, per la migliore sceneggiatura non originale. Narra la storia di Alan Turing, un brillante matematico e crittografo britannico, il cui genio si rivela determinante per la vittoria degli Alleati nella Seconda Guerra Mondiale. Racconta, infatti, il percorso realizzato per decifrare il codice Enigma, utilizzato dai nazisti nelle comunicazioni criptate, e l’ingegnoso sviluppo di una macchina, la “Bomba”, che permette di decifrare i messaggi tedeschi in tempo utile. Accanto alla straordinaria abilità intellettuale, la pellicola esplora la vita personale di Turing, in particolare la lotta contro l’intolleranza e la discriminazione, causate dalla sua omosessualità, considerata reato in Gran Bretagna. Le difficoltà, professionali e personali, vengono messe in risalto, e la tragica fine di Turing sottolinea la vertigine di una società che non riesce a riconoscere il valore del genio, nonostante il contributo fondamentale alla scienza e alla storia. La sceneggiatura mette in equilibrio la suspense del lavoro di decifrazione e il dramma personale di Turing. La regia di Morten Tyldum e la sceneggiatura di Graham Moore riescono a combinare in modo efficace l’aspetto storico con quello emotivo, sensibilizzando il pubblico su temi come l’intolleranza e il valore della diversità. La decifrazione di Enigma assume un ruolo strategico, fondamentale nelle operazioni militari degli Alleati. Grazie al lavoro dei crittografi, in particolar modo di Turing, la capacità di leggere le comunicazioni tedesche consente di ottenere informazioni vitali in relazione ai piani militari, agli spostamenti di truppe e alle operazioni navali, permettendo agli Alleati di anticipare e contrastare molte offensive tedesche, riducendo le perdite e accelerando la fine della guerra. The Imitation Game affronta in modo profondo e significativo temi che non solo ne arricchiscono la trama, ma riflettono importanti questioni sociali, morali e filosofiche, come la solitudine del genio, evidente nel personaggio di Alan Turing, poiché la sua capacità intellettuale e il suo approccio non convenzionale al problema dell’Enigma lo pongono in una posizione di superiorità intellettuale, ma anche di profonda solitudine. Turing non riesce a stabilire legami significativi con gli altri e il film evidenzia come il suo talento straordinario lo isoli dal resto della società. Questa solitudine è esplorata in modo molto significativo attraverso il rapporto con i colleghi e il comportamento nei confronti di Joan Clarke (Keira Knightley). Lo stile di pensiero di Turing è completamente diverso dai suoi colleghi, che spesso non comprendono le sue intuizioni, atteggiamento emblematico di una società non ancora pronta a comprendere e ad apprezzare un’originalità tanto straordinaria, ma anche una solitudine così stridente.  Uno degli aspetti più commoventi e dolorosi del film è, quindi, la discriminazione che Turing subisce a causa della sua omosessualità. Nel contesto della Seconda Guerra Mondiale e della Gran Bretagna degli anni ’50, l’omosessualità è un reato, e Turing è costretto a sottoporsi al trattamento disumano che gli viene imposto quando si scopre il suo orientamento sessuale. Il film descrive con molta delicatezza il modo in cui la società britannica tratta Turing, il quale, nonostante abbia salvato innumerevoli vite durante la guerra, viene perseguitato e costretto a sottoporsi alla castrazione chimica, come alternativa al carcere. Il tema dell’identità è esplorato in modo profondo attraverso la lotta di Turing per accettare sé stesso e per essere accettato dagli altri. La sua omosessualità è un aspetto di sé che deve nascondere, e anche la sua personalità particolare, che lo rende distante e difficile da comprendere, lo pone in una posizione di costante isolamento. La morte prematura del genio, a soli 41 anni, diventa un tragico simbolo di una vita non solo interrotta dalla discriminazione, ma anche ingiustamente punita. La discriminazione non è esclusivamente legata all’orientamento sessuale, ma anche al modo di essere di un uomo, che non si conforma ai rigidi canoni sociali e viene percepito come “diverso” dagli altri. Questo aspetto del film solleva riflessioni sull’intolleranza, sulla lotta per i diritti civili e sull’importanza di accogliere la diversità, in tutte le sue forme. Il tema della guerra e del sacrificio è comunque centrale nel film. Nonostante il focus principale sia su Turing e sul suo lavoro con la macchina Enigma, il film non manca di evidenziare i sacrifici che egli stesso e i suoi colleghi sono costretti a fare per portare a termine una missione che deve rimanere segreta. Turing e il suo gruppo di lavoro devono operare in un ambiente di estrema segretezza, sacrificando la vita personale per un bene più grande. L’enorme pressione psicologica che i protagonisti subiscono è evidente, e la guerra viene rappresentata non solo come un conflitto militare, ma anche come un conflitto interno di natura etica e morale. Una delle questioni morali più complesse riguarda la decisione di mantenere segreti i risultati del lavoro, anche quando questi potrebbero salvare delle vite. Sebbene decifrare Enigma sia stato essenziale per la vittoria contro i nazisti, Turing e il suo team devono affrontare il dilemma di non poter rivelare le scoperte effettuate, anche quando si potrebbero prevenire eventi tragici, come gli attacchi aerei ai civili.  Il conflitto tra il bene collettivo e la verità solleva interrogativi sulla moralità della guerra e su come si definisce il giusto in un contesto di assoluta segretezza e sacrificio. Il film celebra l’intelligenza non solo come strumento per risolvere problemi complessi, ma anche come risorsa fondamentale per la società. La figura di Turing dimostra come la diversità di pensiero possa essere determinante per risolvere enigmi e situazioni che la mente collettiva tradizionale non riesce a decifrare. Il matematico, infatti, non si adatta mai ai paradigmi convenzionali, e la sua diversità, tanto sul piano intellettuale quanto personale, lo rende uno degli eroi più enigmatici e affascinanti della storia. Il film, infatti, evidenzia come il valore della diversità, intellettuale o sociale, possa portare a progressi straordinari, e sottolinea l’importanza di dare spazio e riconoscimento a chi, come Turing, si distingue dalla norma. The Imitation Game è, pertanto un film che celebra l’ingegno e la perseveranza di un uomo che, in vita, non ha ricevuto il riconoscimento meritato, ma che ora viene finalmente considerato uno dei grandi eroi del XX secolo.